La vita, la scala…

la vita, la scala, carlo zannetti

La vita assomiglia ad una scala. Quando sali vedi alcune scenari, quando scendi ne vedi altri. Prospettive diverse. Nella vita si sale fino a cinquant’anni, poi, si ha la possibilità di scegliere se continuare la salita, senza curarsi di ciò che si ha dietro, oppure provare, con prudenza, a ridiscendere,a ritornare sui propri passi, ovviamente con il pensiero, per provare a vedere altri panorami, sfondi opposti.

È utile ritornare spesso nei luoghi dove si è nati, per stupirsi di come sia meravigliosa la nostra mente, per cercare i ricordi dell’infanzia, per vedere con occhi adulti quello che c’era ieri e quello che c’è oggi.

È utile cercare di capire gli errori che si sono fatti, mettere in discussione le nostre decisioni, e cercare di capire perché alcune persone sono state nostre compagne di viaggio per un certo periodo.

Nella nostra vita nulla è stato casuale, anche se può sembrare il contrario.

Noi siamo il frutto di centinaia di avvenimenti che sembravano casuali.

Indizi incredibili, che si possono scoprire solo se si sceglie di rivedere il passato con gli occhi di oggi.

Per esempio, a due passi dalla casa dove ho vissuto dai 0 ai sei anni, c’è una via con un numero, che è l’esatto mio indirizzo di oggi, a distanza di più di 50 anni.

Oggi, camminando per le strade di Ferrara, senza saperlo, ho incrociato qualcuno di quei ragazzini che giocavano con me al Parco Massari ?

Oggi ho capito che ho sbagliato tante volte.

La novella del nonno Primo….

La novella del nonno Primo

La novella del nonno Primo, così come tutte le sue belle storie di vita passata, erano alla base dei miei primi ragionamenti, quando avevo solo 10 anni. Probabilmente la mia fantasia aveva trovato un primo sbocco proprio nell’ascoltare quei racconti. Ho cominciato ad amare la lingua italiana da allora, ho cominciato a capire la meravigliosa libertà che si può assaporare nello scrivere.

La più bella novella di tutte era questa:

“Tanti anni fa, era il giorno di Natale, un ragazzo camminava per la strada sbucciando una pera con un coltellino. Quello era il suo pranzo. Ad un certo punto il giovane arrivò all’altezza di un ristorante, e vide attraverso le vetrine , molte persone intente a mangiare le migliori prelibatezze servite in abbondanza da eleganti camerieri. Il ragazzo pensò che quelle persone erano molto più fortunate di lui, che invece si doveva accontentare di una pera.

Continuò a camminare e a sbucciare quel frutto, quando si accorse, per caso, di essere seguito da un altro giovane il quale molto più affamato e sfortunato di lui, raccoglieva le bucce e le mangiava….”

Buon Natale nonno!